cartomanzia-grande

L’utilizzo della carte come medium per ottenere risposte ovvero come oracolo, risale a tempi antichi al pari di altre forme di divinazione, oggi vogliamo esplorare questo mondo con voi.

Il Medioevo

In questo periodo le carte da gioco venivano utilizzate occasionalmente per la divinazione, ma in effetti non fu in quel periodo che nacque questa forma di divinazione e che venne espressa come tale. Dovremo aspettare la seconda metà del 1700 affinché essa si affermi come tale sempre attraverso la lettura delle carte da gioco. Ma nel medioevo iniziò comunque la tradizione.

La Francia e la predizione attraverso le carte

Dicevamo 1700 esattamente 1770, questo fu l’anno nel quale apparvero i primi scritti su questa forma di divinazione grazie ad un testo scritto nella lingua madre di chi lo presentava al pubblico. A Parigi Etteilla conosciuto con il nome proprio di Jean-Baptiste Alliette pubblicò in quell’anno il testo Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes, nel quale spiegava come con le semplici carte da gioco si sarebbe potuto divinare. Successivamente lo stesso autore pubblicò un testo che invece rivolgeva lo sguardo ai Tarocchi e qui nasceva quella forma divinatoria che oggi conosciamo tutti e che tra le varie carte è la più utilizzata. Ma ancor prima dei tarocchi vi erano le Sibille. Queste creature erano considerate nell’antica Grecia come donne dotate di poteri profetici e sono state loro ad ispirare la tradizione greca-latina e italiana nel mazzo di carte che prende il loro nome.

I diversi metodi di lettura

Come abbiamo visto e detto esistono molte tipologie di carte con le quali predire il futuro e la lettura delle stesse varia sulla base di due macro teorie. La prima è quella matri lineare di cui mai si discute, mentre la seconda è di stampo patriarcale. Cambia completamente l’interpretazione tra le due scuole di pensiero, la prima integra maschile e femminile mentre la seconda è come la società che viviamo e quindi pende nell’interpretazione da una sola parte. In questi due macro gruppi si innescano anche altre forme interpretative basate sul tipo di figura che si ha davanti quindi sui mazzi specifici e nella loro disposizione. La prima teoria si basa sulla disposizione casuale di 3 o 5 carte o mazzi e non ha uno schema si richiama al N°3 basandosi sulle forme della Dea e a 5 sulla base delle punte del Pentacolo. Mentre il secondo metodo segue regole più precise nella disposizione delle carte e queste derivano dal metodo della croce celtica o o della stella mistica, questi due criteri attengono ai Tarocchi esclusivamente. Mentre per le carte normali esiste il metodo delle coppie e quello dei tre mazzi e si basa sui tre tempi. Nel metodo matri lineare vengono ugualmente calcolati tre tempi ma entrano a far parte di questo criterio di valutazione anche le energie rappresentate nello schema a cinque, quella sottile vibrazionale e quella materiale e reale. Per concludere dobbiamo ripetere che la lettura dei simboli varia, ad esempio l’appeso che per i tarocchi consultati con visione patriarcale significa invito alla flessibilità per via del fatto che gli appesi erano coloro che venivano derisi e che cambiavano anche prospettiva di vedute. Mentre nell’interpretazione matrilineare l’appeso è colui che cambiando prospettiva è vicino alla terra e quindi ritorna alla Madre di ogni cosa subendo un ribaltamento della coscienza.