cartomanzia-grande

Dal gioco si è passati all’interpretazione delle figure, le stesse figure si sono evolute nel tempo cambiando aspetto e significanti.

L’arte della Cartomanzia nasce dall’incontro tra persone che giocavano e che un giorno hanno deciso di rivestire le carte di un significato arcano.

La domanda che ci si pone è la seguente: Quando e perché nasce l’esigenza di rivolgersi alle carte, ai loro semi e ai loro significati nascosti?

Sulle origini di quella che solo successivamente verrà definita come un arte, esistono e persistono varie versioni. Tra queste le più intriganti sono quelle che le fanno risalire al popolo cinese come un estensione del gioco del domino che solo oggi viene considerato come un gioco mentre in passato era classificato come mantica e quindi tecnica divinatoria al pari dei più noti I Ching. L’interpretazione divina o arcana legata a concetti laici è una scienza esoterica che affascina da sempre l’individuo e che nel passato era direttamente collegata alla terra i cui medium erano Vento, Terra, Legno etc…. nel corso della storia queste tecniche progredirono utilizzando strumenti costruiti dall’individuo e qui si incardina anche la moderna interpretazione.

C’è la versione legata alla Cina ma anche quella legata all’Egitto, avevamo detto che la nascita di questo oracolo è piuttosto dubbia quindi elenchiamo i popoli che secondo diverse teorie sono stati coinvolti e che si presume siano stati coloro che hanno fatto nascere la Cartomanzia.

Chi sostiene che il popolo egizio sia quello che fece nascere l’interpretazione dalle carte è un uomo francese, Alliette che scrisse nel 1770 un testo che diverrà importante nel corso del tempo relativo proprio all’argomento cartomanzia. Nel libro sosteneva che l’unico libro sfuggito all’incendio della biblioteca di Alessandria trattava appunto di cartomanzia, e nel testo citato si trattava proprio l’argomento della pratica della cartomanzia nell’Egitto antico.

Il testo scampato all’incendio forniva moltissimi elementi di analisi per i sostenitori della nascita del metodo divinatorio nel paese citato. Uno tra questi era relativo alle 78 carte impiegate per la lettura, realizzate in foglie d’oro incise con geroglifici che necessitavano di una lettura combinata per far si che gli antichi sacerdoti potessero fornire il responso oracolare.

Si presume poi con giusto criterio, che si passò dai geroglifici ai simboli legati ad altre culture e religione fino ad arrivare ai mazzi comuni che conosciamo oggi che comunque spaziano ancora su differenti filosofie e religioni attraverso l’utilizzo di figure simboliche associate a significati precisi.

Volendo proseguire sulle tracce della storia il medioevo fu il periodo nel quale – a detta dei teorici dell’antichità sul metodo divinatorio della cartomanzia – proseguì prima nella Spagna, poi in Germania e infine in Francia la lettura delle carte.

Solamente nell’anno 1540 ci fu la volontà di disciplinare questa arte divinatoria attraverso un testo che passerà anch’esso alla storia. Guillaume Postel pubblica in quell’anno il volume Clef des Choses cachées tradotto: Chiave delle cose occulte che simboleggiò la nascita ufficiale della moderna cartomanzia e dei tarocchi che, pur con tutta una serie di varianti di cui abbiamo accennato sopra legati alla simbologia e alle figure stesse, sono usati ancora oggi.

Settantotto arcani tra minori e maggiori di cui 56 sono i minori mentre 22 sono i maggiori e già da quel fatidico 1540 il criterio è questo. Gli aracni maggiori sono quelli che comunemente oggi definiamo tarocchi mentre i 56 sono le carte comuni suddivise per seme come sappiamo quindi in origine i due mazzi si impiegavano assieme e simboli e semi avevano significanti specifici associati al denaro, all’amore, alla salute etc…

Le figure simboliche sono quelle che conosciamo oggi:

Il Matto

La Papessa

Gli Amanti

La Giustizia

La Luna

Il Diavolo

La Morte

La Ruota della fortuna

etc….

Questi simboli sono di natura cristiana e rappresentano simboli universali solo per questa determinata religione suddivisa in varie frammentazioni ma i tarocchi sono stati appunto nel corso dei secoli modificati e adattati alle culture dominanti infatti oggi esistono tarocchi celtici, pagani di altro genere, legati a simboli naturali, a piante e animali etc….

Come la si guarda la si guarda comunque la storia di interpretare simboli o semi è davvero antica che sia essa egiziana o appartenente dalla nascita ad altri popoli.

Il fascino che esercitava sulle passate generazioni e quello che esercita attualmente è davvero intatto e cristallizzato nel tempo tanto che tra i vari metodi divinatori la lettura delle carte acquisisce un posto privilegiato sia per gli esoteristi sia per i consultanti. Quindi pur essendo le radici della nascita confuse il posto che occupano nella mente delle persone e nell’attività di chi li legge anche oggi dopo secoli di esistenza è davvero importante e li caratterizza come mantica preferita su una scala davvero molto ampia.

Pensare che da un gioco nel quale magari si investivano soldi come avviene oggi per quelli definiti d’azzardo a studiare semi e significati passando ad un altro tipo di approccio verso un oggetto fa davvero riflettere sulla nascita di una forma oracolare così popolare e diffusa che impiega molte persone nello studio e nella passione per determinare gli eventi. Al pari delle forme oracolari primitive legate alla terra, all’interpretazione del vento, al sussurro dello stesso, alla pioggia al canto degli uccelli. Il fascino dell’interpretare l’arcano che non fornisce un messaggio diretto affascina da secoli l’essere umano

Per molto tempo i tarocchi hanno saputo conservarsi quasi immutati e perfettamente attuali come abbiamo detto e visto. Secondo talune teorie, – infine – i tarocchi affondano le loro radici ancor più nell’antichità, ancor prima che nell’Egitto antico e calcolando che gli animisti interpretano il canto del gufo o il vento tra gli alberi non si fa fatica a credere che possano anche aver creato dei simboli su magari delle foglie che mescolati dessero dei responsi oracolari.

Resta un mistero nel mistero degli arcani la nascita di questo oracolo quindi, un enigma irrisolto che alimenta storie, leggende e racconti ispirati magari davanti al fuoco in campeggio come presumiamo fosse una volta la narrazione di vecchie signore di campagna che estraevano la carte dell’imperatrice o quella del destino del consultante parlando poi a voce rauca di ciò che aspettava la persona che chiedeva risoluzione dei suoi problemi.